We believe by @CardeMarco

Sfido chiunque abbia visto un solo minuto di una partita dei Warriors quest’anno che sia riuscito a non esaltarsi ed emozionarsi per il gruppo capitanato da Coach Marc Jackson.
Io forse posso ritenermi un privilegiato ,avendo visto un match live alla Oracle Arena di Oakland, ma l’armonia e il ritmo incalzante del gioco dei Guerrieri della Baia ha elevato all’ennesima potenza la passione e il calore dei tifosi più rumorosi dell’intera Lega.
Alcune componenti sono state perfettamente incatenate per il risultato di questa incredibile stagione:

- OTTIMO MERCATO vendere Monta in cambio di Bogut pareva un’eresia, invece ha portato benefici sperati sia per il reparto guardie che per i lunghi. Non dimenticherei inoltre le aggiunte estive sul mercato dei Free Agent di Landry e Jack, molto più che semplici riserve
- MARC JACKSON molto più di un semplice allenatore, il predicatore, il padre putativo dei tanti ragazzi gialloblù
- PUBBLICO giocare a Oakland rappresenta per gli avversari sempre una minaccia in più, Arena che registra spesso il tutto esaurito , aspettando il 2017 e il ritorno in città ai piedi del Bay Bridgetumblr_mn4hdeB8jS1s7p676o1_500

- DRAFT Barnes e Ezeli, giocatori gia fatti nonostante fossero solo al primo anno e con ampi ed evidenti margini di crescita. E quel Draymond Green, chiave difensiva in tanti finali di partita

- CURRY e THOMPSON non so se saranno la miglior coppia di guardie tiratori della Storia, ma se entrano in ritmo é dura per chiunque riuscire a fermarli
- DAVID LEE macchina da doppia doppia per tutto l’anno
Solo di una cosa difettavano questi Warriors, di esperienza. Quella necessaria in certi frangenti come in gara1 con gli Spurs o in gara6 con i Nuggets, ma sono sicuro che i Guerrieri torneranno l’anno prossimo, ancora più forti, e non saranno più considerati come una sorpresa, come una rivelazione.

We believe.

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@CardeMarco

E’ tempo di Bracket by @CardeMarco

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Tempo di playoff, tempo di Bracket.
La Stagione entra nel vivo, e con lei, i pronostici di tutti noi appassionati.
Ecco il mio.
EST
Pronosticare Miami in finale di Conference é fin troppo scontato e ovvio, lo sweep ai poveri BUCKS al primo turno forse é già dato per preso tanta é la superiorità dimostrata dalla band del Prescelto quest’anno. Potrebbero impensierirli in maniera seria i Knicks e i rudi Pacers di Coach Vogel, ma Miami appare un paio di gradini sopra tutte.
Occhio a Chicago, da me data come perdente contro la truppa di Jay-Z, soprattutto se ci dovesse essere il tanto atteso ritorno di Rose.
OVEST
La Conference dove tutto potrebbe succedere. Dico che Okc avrebbe tutto per tornare alle Finals se non fosse che non sono ancora del tutto convinto dalle scelte offensive spesso scriteriate di Westbrook. Ecco che allora dico Denver alle Finals, piacevole da vedere, zeppa di ottimi giocatori anche se le mie simpatie per la Bay Area e per i Warriors di Steph mi autorizzano a grandi speranze per il primo turno.
Occhio ai Clippers, forse arrivati alla vera svolta nella storia della loro franchigia e agli Spurs, vecchie volpi capaci di colpire. Per i Lakers senza il 24la vedo dura,anche se non esiste nulla di scontato nello sport.
FINALS
Ho detto Miami non da tifoso Heat ma da esterno (faccio tutti gli scongiuri del caso….), sperando di vedere una nuova parata sul Biscayne Boulevard.

E’ tempo di Bracket NBA by @Cardlen

Bracket KillerCrossOver Andrea

Ecco il mio Bracket, dopo l’esperienza con il Bracket NCAA andato in fumo solo all’arrivo delle Final Four.

Ad Ovest penso che non sarà così semplice chiudere una serie e che almeno una sorpresa ci sarà (Let’s Go Warriors). Thunder e Spurs riproporranno la finale di Conference dello scorso anno ma questa volta ad uscire vincitori sarà la banda di Pop che spezzeranno la maledizione di T-Mac.

Ad East invece la semifinale è già segnata sul tabellone, non problematico l’inizio per i campioni uscenti, i Knicks se passano contro i Celtics li vedo facilmente in finale di Conference poi li sono “botte” contro LBJ e Co., il resto sono Outsider ma occhio alla mina vagante Bulls e se torna DRose (SE torna SE)….

In finale può succedere di tutto ma LBJ parte sicuramente favorito per mettersi al dito un nuovo anello.

“Today is not the day” cit. by KB24

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Ha chiuso questa settimana con il premio di Player of the Week, forse la più brutta in 17 anni di carriera tra i professionisti. Non in termini di gioco, 4 partite (3-1) con 34 punti di media (44,7% da 2, 32% da dietro l’arco e 88,1% a gioco fermo), 6.5 rimbalzi e 6.3 assist a partita.

Aveva promesso ai propri tifosi che i Lakers sarebbero andati ai Playoff e stava facendo di tutto per arrivare all’obiettivo prestabilito.

Nella serata di venerdì il fattaccio: partita allo Staples Center contro i Warriors di Steph Curry, poco più di 5 minuti sul cronometro e Golden State in vantaggio 107-101 sui GialloViola. Lui non vuole perdere, si fa consegnare la palla e con due bombe da dietro l’arco riesce a portare la partita in parità, la seconda è realizzata con Harrison Barnes che gli sta con la mano attaccata alla faccia, solo lui.

Azione successiva Jarrett Jack infila e riporta i suoi sopra di 2. Palla di nuovo a lui, di nuovo per le mani del 24, questa volta prova ad andare in penetrazione ma qualcosa va storto. L’arbitro chiama fallo in difesa, lui è a terra, si tocca la caviglia, qualcosa ha fatto crack.

A fatica raggiunge la panchina, a fatica raggiunge la lunetta per realizzare i tiri liberi (2/2) con gli occhi lucidi di uno che sa che non è un leggero infortunio, ma qualcosa di più serio.La diagnosi è terribile: rottura del tendine d’achille.

Non voglio trovare colpe a nessuno, poteva succedere in qualsiasi istante di partita, in qualsiasi momento della giornata, però è stata una mazzata.

A 34 anni un’infortunio così poteva voler dire carriera finita, ma Kobe s’è già messo in testa che non finisce così, che ora il suo prossimo “anello” è tornare sul parquet e tornare a “Quarentellare” i suoi avversari. 6-9 mesi i tempi di recupero, stai a vedere che ce lo ritroviamo sotto l’albero il 25 dicembre??!!

tumblr_ml6z91bRdY1rsgodgo1_500-2Stava dimostrando che per l’età scritta sulla carta d’identità mostrava ancora un gioco che a quei livelli è dura tenere tutte le sere in 82 partite di regular season. Al tabellino statistiche segnava un 27.3 punti a sera (46,3% nell’area pittura, 32,4% da 3 e 83,9% a gioco fermo), 5.6 rimbalzi e 6 assist a partita.

Con le sue giocate e le sue prestazioni aveva convinto anche i più scettici che volevano i Lakers fuori dai Playoff e ormai mancava poco al taglio del traguardo. E’ difficilissimo dire che i Lakers potessero vincere il titolo ma con il Black Mamba così ispirato forse tutto era possibile.

Adesso la favola è finita, i compagni vogliono mantenere quella promessa fatta dal loro Capitano, anzi potrebbero finire anche in 7° posizione se gli avversari sopra di loro perdessero le restanti partite.

Kobe ha già annunciato che aiuterà i suoi compagni dalla panchina (#CoachVino), io spero di rivederlo presto sul parquet a regalare ancora magie.

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@Cardlen

 

 

 

Amato, spesso odiato, eccentrico, criticato this is Russell Westbrook

Amato, spesso odiato, eccentrico, criticato. Per lui non esistono mezze misure e d’altronde basta vederlo giocare per capire che lui non é un giocatore normale. tumblr_mjomhw2onA1ru6vo4o1_500-2

Il ragazzo in questione è Russell Westbrook, from LA, CALIFORNIA, guardia titolare dei Thunder.
Il ragazzo non conosce mezze misure e, vedendolo giocare su di un campo da basket, capisci perché parecchi critici e opinionisti storcano il naso davanti le sue illogiche scelte.
Io apprezzo parecchio il suo modo di giocare, forse perché ho sempre avuto un debole per chi attacca il ferro con quella cattiveria e voglia da demolirlo tale da provocare scariche di adrenalina negli spettatori. Capisco che per i puristi della spicchia, in quel ruolo e in quella squadra soprattutto, si richieda di prendere scelte più logiche, di passare di più la palla, specie se in roster hai uno come KD. Ma volete mettere l’emozione che ti regala un’affondata di Westbrook come per esempio quella su Asik di un’anno fa? Allucinante dimostrazione di potenza e di atletismo puro. Oppure come la fenomenale partita giocata contro i miei Heat nelle Finals quando da solo portò i Thunder a un soffio da uno scalpo in trasferta che avrebbe potuto riscrivere la storia della NBA recente.
tumblr_mjx839dBi11qcp1zao1_500-2Sarò un pazzo. O forse lo sono davvero. Ma io la sua maglia me la sono comprata. Io lo difendo per quello che fa sul campo da gioco, meno per i discussi look con il quale si presenta alle partite.
D’altronde impazzivo per Jason Williams from Sac-Town e per Rod Strickland ….
Qualche rotella fuori posto devo pur averla, no?

@CardeMarco

Tutti parlano del 6, ma che stagione quel n° 3

Se questi Heat sono arrivati a 23 vittorie consecutive gran parte del merito va attribuito a LeBron James, ma siccome in campo non ci va da solo, qualche riconoscenza va fatta anche ai compagni che vestono la casacca di Miami.

Se guardiamo attentamente le partite James è il giocatore principale che si prende la scena e gli scatti dei fotografi, il compagno che lavora silenziosamente e che rende tutto un pò più facile è l’ex Marquette Dwayne Wade.

Miami Heat v Toronto Raptors

“Flash”, così soprannominato al tempo dal suo ex compagno Shaq, è forse nella sua miglior stagione in carriera. Mette a referto un 21.7 punti a partita (52,3% da 2, 25,8% da dietro l’arco e 74,5% a gioco fermo), 5.0 media assist, 5.0 rimbalzi a partita e 1.8 palle rubate.

Curiosando i dati all’interno della striscia positiva degli Heat (23 W) le statistiche sono in aumento: 23.5 punti a partita (54,6% nell’area pitturata, 6,7% da dietro l’arco, 75,8% ai liberi), con un contorno di 5.7 rimbalzi, 5.9 assist e 2.5 palle rubate.

Il dato che sorprende più di tutti è la percentuale dei tiri da dietro l’arco: 1 su 15 nelle 23 partite giocate fino ad oggi, non è mai stato il suo pezzo forte, il numero dei tentativi è in riduzione rispetto a quelli dello scorso anno, ciò è dovuta alla presenza in squadra di tanti tiratori da dietro l’arco, questo gli ha permesso di avvicinarsi maggiormente al canestro e di diventare più efficente in termini di realizzazione nell’area pitturata.

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Dal grafico possiamo vedere come si è sviluppato il gioco di Wade nel corso degli anni (fonte Heat.com)

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Ha diminuito il suo utilizzo di isolamenti e pick-and-roll, ha aumentato significativamente il suo utilizzo di tagli e post-up, più efficiente rispetto ai primi in quanto le percentuali di realizzazioni sono più basse.

La sua astuzia ed esperienza gli permette di segnare anche contro i più arcigni difensori e di portarsi a casa anche un tiro in lunetta per un 2+1.

Wade è più vecchio, non è più esplosivo come una volta, ma ha saputo lavorare e adattarsi al gioco per rimanere sullo stesso livello, la voglia di portare a casa un altro anello insieme all’amico James lo sta rendendo un giocatore terrificante.

Dopo le frasi di dicembre anche Barkley s’è rimangiato tutto.

Se il numero 3 rimane in salute e rimane questo giocatore allora la squadra è praticamente inarrestabile.

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La persona testarda che in certi frangenti rubava la scena a LBJ negli anni precedenti è sparita, o meglio si è evoluta, ha capito che questo LeBron dominerà per anni, lui avrà il ruolo di sparring partner e di facilitargli il tutto, certamente potrebbe essere la stella di qualsiasi altra franchigia dell’intera lega. Forse è la stessa maturazione che servirebbe in casa Thunder per credere veramente alla conquista del primo anello.

 

Los Angeles Clippers seria pretendente per il titolo?

Possono questi Los Angeles Clippers essere una serie pretendente per il titolo della Western Conference e per il titolo NBA?

Visti i risultati attuali la loro presenza si fare sentire anche in post season: al momento sono 45-21 e sono la 3° forza ad Ovest, dopo Spurs e Thunder. 4° difesa per punti subiti (94.4) e 100.9 punti di media in attacco, aggiungiamo che a livello spettacolare sono la squadra più divertente da vedere (provate a chiedere al povero Brandon Knight come la pensa).

Nelle ultime partite, e si ripeterà nell’ultimo mese visto un terzo posto quasi oramai certo (salvo catastrofi), Coach Vinny ha intrapreso la strada della sperimentazione in vista dei playoff per capire qual’è la migliore crunch-time lineup, ossia trovare la rotazione migliore dei giocatori che probabilmente prenderanno più minuti nel corso dei playoff, fatta eccezione per l’assenza di Jamal Crawford 6° uomo fondamentale negli schemi della seconda squadra LosAngelina. Poco spazio lo troveranno invece Hollins e Turiaf, dove i loro minuti si conteranno con il contagocce.

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E’, a parer mio, una squadra piena di incognite: DeAndre Jordan avrà lo stesso impatto e la stessa crescita dimostrata quest’anno nella stagione in corso? Grant Hill, Lamar Odom e Chauncey Billups contribuiranno con la loro esperienza alla cavalcata verso il titolo? E poi riusciranno ad essere così divertenti e spettacolari come lo sono stati fino adesso?

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Il giocatore fondamentale, insostituibile viste le partite fatte in sua assenza, è CP3 che viaggia a 16.6 punti di media e 9.6 assist assistito da un Blake Griffin cresciuto nella tecnica di tiro rispetto a quanto dimostrato lo scorso anno e le medie lo dimostrano (18.7 punti di media) e 8.6 rimbalzi.

Impressionante è anche l’impatto che Jamal Crawford produce 16.9 punti di media in uscita dalla panchina tirando con 43,9% da 2, 38,1% da dietro l’arco e 85,8% a gioco fermo. A questi 3 aggiungiamo il più ricco e completo roster dell’intera lega che forse potrebbe arrivare, dopo anni di anonimato, a competere per il titolo finale. Rispetto alla stagione passata, dove furono spazzati dagli Spurs di Coach Pop e dove forse molti gran parte dei giocatori pagava la loro inesperienza, quest’anno la presenza di Odom, Hill e Billups potrebbe risultare determinante in certi frangenti.

Con la certezza del 3° posto, al momento, si troverebbero il nemico peggiore da poter affrontare i Golden State Warriors.

Perchè i Warriors dovrebbero essere un così temuto nemico?

Analizzando le 20 sconfitte per i Clips è rilevabile che uno dei punti deboli è la difesa sul tiro dall’arco, punti di forza sono il “muro” sorretto nell’area pitturata, la capacità del rubare palla con annesso cotropiede realizzato.

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La difesa lascia un uomo quasi sempre libero sul perimetro, infatti la media di tentativi da tre rispetto alle altre franchigie è una delle più elevate (33,9% media a partita subita nei tiri da dietro l’arco).

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Ecco perchè i Warriors potrebbero fare veramente paura a questi Clippers che con Curry,Jack e Thompson si trova ad avere 3 ottimi tiratori nello stesso istante sul parquet. Aggiungiamoci che, insieme ai Thunder, sono la squadra che è riuscita a batterli per ben 3 volte e che Steph si esalta particolarmente di fronte alla squadra di CP3 e compagni.

Sicuramente i Playoff sono ben diversi alle partite di Season, e che una serie è lunga e piena di variabili, però tutto è possibile visto anche quanto successo nella stagione 2006-2007 quando proprio i Warriors eliminarono i favoriti Dallas Mavericks.

Compito quindi di Coach Del Negro, oltre a organizzarsi al meglio in vista della post season, deve cercare di migliorare l’aspetto difensivo nella zona perimetrale allora forse potremmo avere una squadra sulla strada per la conquista del primo titolo NBA.

solo colpa del mago?

Non sono un tifoso del Mago!

Meglio..
Da italiano, tifoso dei nostri tre esponenti d’oltre oceano, non mi sento in dovere di difenderlo.
Scelto con la prima assoluta da Maurizio Gherardini, oggi la convinzione all’ interno della Lega è che Bargnani mai potrà avvicinarsi ad un livello tale da giustificare quella scelta.
Digressione: dei nostri tre l’ unico approdato nella lega senza una “raccomandazione” (nell’ accezzione meno negativa possibile) è stato Belinelli, che non aveva GM (Bargnani) o allenatori (Gallinari) che lo sponsorizzassero.
Ovviamente sia Andrea che Danilo sarebbero approdati comunque in NBA ma, l’ apparente  vantaggio sul Beli, aveva permesso ai due di arrivare in nella lega con certe garanzie.
Belinelli ha dovuto dimostrare tutto, ha passato stagioni difficili ma in tutto questo è sempre stato considerato per quello che era, con pregi e difetti.
Gallinari, fuori da Ny e lontano da chi lo conosceva da sempre e avrebbe dovuto svilupparlo (sono ironico), è sbocciato dimostrando di non essere solo un tiratore dall’ angolo
Bargnani?
Non è un segreto che fosse dato come partente già a Febbraio ma un contratto oneroso ed una serie di infortuni hanno rimandato i discorsi all’ estate.
Quello che mi incuriosisce di più di questa faccenda è l’ idea, a mio modo di vedere sbagliata, che gli adetti ai lavori si sono fatti di Bargnani tendendo ad addosargli ogni colpa senza andare a vedere il contesto generale.
Mi Spiego.
All’ interno del suo primo contratto si poteva discutere della posizione in cui era stato scelto, ma non certo del valore del giocatore e del fatto che di 2.13 con quella rapidità di esecuzione a 7 mt da canestro ce ne fossero pochi anche oltre Oceano. Se si vanno a rileggeri i nomi di quel Draft diventa evidente come quella scelta fu fatta con cognizione, perchè Rondo non era neanche lontano parente di quello odierno e LaMarcus Aldridge si sarebbe pestato i piedi con Bosh, stella di quei Raptors.
I limiti di Andrea sono stati evidenti fin da subito come fin da subito è parso evidente che questi non fossero certo di natura tecnica ma mentale.
Ed allora perchè fargli firmare quel contratto da franchise-player? Perchè metterlo in una posizione scomoda evidenziandone  tutti i difetti?
In una lega in cui dominano termini come Salary Cap e Luxury Tass skills e cifre sul contratto hanno il medesimo peso specifico e sbagliare una firma importante equivale ad anni di anonimato e mediocrità.
Oggi Bargnani (al di là di qualche prestazione) sembra ancora meno forte di quello che è, perchè non c’è più un progetto tecnico (direi che non c’è mai stato) mirato a sviluppare le sue qualità che anzi vengono offuscate dai continui imbarazzi tecnici in cui viene coinvolto.
Ma stiamo parlando sempre dello stesso giocatore che fino a due stagioni fa faceva le stesse identiche cose (ovvero punti) ma andava bene a tutti, tanto che si era perfino parlato di lui in ottica ASG.
Quello che trovo paradossale è che un errore dei Raptors stia costando la possibilità di giocare ad un certo livello a Bargnani che, messo in un contesto a lui adatto, potrebbe tornare ad essere quello che è ovvero un attaccante di livello assoluto, ma non certo il franchise-player che Toronto “pretendeva” (visto l’atteggiamento) di aver scelto.
Io credo che il management conoscesse benissimo i limiti del ragazzo ma dovendo scegliere ha scelto male, dando al ragazzo quel contratto e con esso il via al declino della franchigia e del giocatore stesso.
La logica ci dice che Bargnani verrà ceduto in estate ma vista la gestione fatta fino ad oggi da Toronto non mi sento di dire nulla se non che sarebbe bello vedere Bargnani in un contesto più adatto per poterne finalmente capire il reale valore
Dimmi che squadra ti sceglie e ti dirò che giocatore sarai…

Mark Jackson, l’allenatore/giocatore con giacca e cravatta

E’ in corsa per il titolo di Coach of the Year, la sua franchigia è in lotta per un posto ai Playoff che manca da 6 anni, rullino i tamburi e si alzi il sipario per Coach Mark Jackson.

Arrivato sulla panchina dei Warriors nella stagione passata, ha chiuso con un 23-43 con i giocatori perseguitati dai continui infortuni; quest’anno, dopo aver avallato la trade di Ellis a favore di un quasi sempre rotto Bogut, ha già fatto meglio e cancellato il brutto record negativo con cui aveva iniziato la sua carriera da allenatore e ha organizzato un gruppo di ragazzi che forse potrebbero ripetere l’impresa del 2007: accedere alla post-season.

Mark Jackson I pilastri di questi Warriors sono Curry e David Lee, supportati da buoni veterani Carl Landry, Jarret Jack e Richard Jefferson, e giovani di talento Harrison Barnes e Klay Thompson (se queste sono le basi per i 2 si prospetta un buonissimo futuro) ma il vero leader sia nello spogliatoio che sul parquet è Mark Jackson.

Quando guardo le partite mi sembra di vedere un veterano in stile Jason Kidd dare indicazioni ai suoi ragazzi, l’unica differenza è che non indossa la divisa da gioco ma è in giacca e cravatta ed è costretto a rimanere a bordo campo per tutti i minuti di gioco. mark-jackson-popcorn

Jackson è alla prima esperienza alla guida di una franchigia NBA, dopo essere stato prelevato dal posto di commentatore per ESPN, molte persone hanno riso per la scelta fatta dalla franchigia Californiana, e dopo 17 anni di basket giocato, con 7 divise diverse (Knicks, Clips, Pacers, Nuggets, Raptors, Jazz e Rockets) collezionando 10334 assist, 1608 palle rubate su 1296 partite giocate, titolo di Rookie of the Year nel lontano 1988, era giunto il suo turno di gestire una squadra, bè prima lo faceva in campo chissà se avrà la stessa bravura a gestire un’intero roster. Ora è il suo turno di ridere.

Caratteristica che non ha abbandonato anche quando giocava è lasciare il merito e la gloria ai suoi compagni ora giocatori.

Con Jackson al timone i Warriors attuali sono riusciti a trovare una sorta di equilibrio che ha aumentato il senso di responsabilità dei ragazzi che scendono in campo. Il livello di dedizione e coesione penso sia unico in questo gruppo, che al momento sono la vera sorpresa di quest’annata NBA: Golden State è 6° nella Western Conference con un 33-27 attuale, 7° miglior reparto offensivo (100.9 media a partita) dove la punta di diamante è Steph Curry ma fondamentale è il supporto di tutti gli altri compagni (Thompson da dietro l’arco, Lee sotto canestro e Jarrett Jack in uscita dalla panchina), 3° squadra per rimbalzi catturati (44.78 media a partita) nonostante le molteplici assenze di Andrew Bogut, e un’identità difensiva migliore rispetto a quella vista lo scorso anno che ha saputo mettere in difficoltà squadre in lizza per vincere il titolo Heat (in trasferta), Spurs, Thunder e Clips. Attualmente devono cancellare una serie in trasferta ad Est chiusa con 4 sconfitte su 4 partite, per fortuna ritrovano la loro casa e i loro tifosi sono sicuro che riusciranno a cambiare questa brutta nota negativa. hi-res-6774328_crop_exact

L’ex playmaker nato a Brooklyn sa quanto può essere dura e faticosa una season di 82 partite, sa che ci saranno alti e bassi, ma se la squadra riuscirà a seguire le sue indicazioni sono sicuro che la Bay Area riuscirà a festeggiare l’approdo in Post Season e forse a cominciare a sognare anche a qualcosa di più perchè si la vera sorpresa NBA 2012/2013 sono i Golden State Warriors e perchè forse Mark Jackson si merita anche il titolo di Coach of the Year.

@CardeMarco: “Sono malato di NBA e me ne vanto‏”

Non ho ancora scritto niente questa settimana eppure di argomenti ce ne sarebbero . Partendo dallo straordinario mese di febbraio di sua maestà LBJ e dei suoi Heat alla partita delle stelle di Houston , dalla prestazione monstre di Curry al Madison alla affannosa rincorsa dei Lakers per un posto nella post season .
Eppure non mi va di scrivere di statistiche o di prestazioni .
Io sono un malato di NBA e voglio dirvi il perché .
La colpa , o meglio , il merito é di mio cugino che all’età di 10 anni mi fece vedere un paio di cassette su di un ragazzo che giocava a Chicago con il numero 23 . Dovreste conoscerlo .
Da lí in avanti ho iniziato ad appassionarmi a questo meraviglioso sport e oggi , grazie ai social e alle moderne tecnologie , ho la possibilità di condividere con tanti di voi questa meravigliosa passione .
Sono un malato di NBA
… Perché io alla Playstation non gioco a FIFA ma a NBA2K
… Perché quando sento Buffa parlare di basket , non esiste altro di piú interessante in quel momento
… Perché sai che Dell Curry é il papà di Steph
… Perché il venerdì mattina non vedi l’ora di ammirare le perle dello Shaqtin’ a Fool
… Perché di calcio ne parlan tutti , mentre di basket Nba ne parlano solo quelli che lo guardano con passione
… Perché Javale é il tuo unico Dio ( a parte MJ , ovviamente )
… Perché ormai ho più di 10 canotte Nba a casa , ma ne sto per comprare altre
… Perché vedere una o più partite di NBA dal vivo é un’esperienza unica
… Perché la gara delle schiacciate dl 2000 resterà inarrivabile … forse ….
… Perché andare all’nba store e prendere la maglia del Gallo , vantandosi di esser suo connazionale , é una bella cosa
… Perché i Kings del 2001 meritavano il titolo se non ci fosse stato Big Shot Bob
… Perché andare a giocare a basket ( o a “basketto” come lo chiamiamo io e i miei amici ) é fantastico
… Perché il basket é una cosa meravigliosa

E potrei andare avanti così per ore ma voglio chiudere cosí .
In fede ,
Un malato di NBA
@CardeMarco